Un sistema di irrigazione deve fornire acqua quando le colture ne hanno bisogno. I bacini di accumulo collegano la capacità della fonte al programma irriguo dell’azienda. La loro funzione va definita prima di scegliere le dimensioni o iniziare gli scavi.

Accumulo da pozzi o bacino di compenso?
Nei sistemi alimentati da pozzi, l’acqua può essere accumulata per un periodo più lungo e utilizzata in una finestra irrigua più breve, con una portata superiore a quella erogabile in quel momento dalla fonte. Dopo il consumo, la riserva viene ricostituita prima del ciclo successivo. Il dimensionamento deve considerare la portata sostenibile dei pozzi, la superficie, i volumi di adacquamento e gli scenari di esercizio.
In altre configurazioni, il bacino svolge soprattutto una funzione di compenso: riceve acqua da una fonte superficiale, come un fiume o un canale, e fornisce un volume tampone da cui la stazione di pompaggio alimenta la rete in pressione. Anche in questo caso vanno coordinati portata in ingresso, consumo ed eventuali interruzioni della fonte.
Il volume si calcola in base all’utilizzo
La capacità utile deriva dal bilancio idrico: quanta acqua entra, quanta viene consumata e in quale intervallo. Contano il programma irriguo, le attrezzature in funzione contemporaneamente e il tempo necessario a ricostituire la riserva. Il progetto considera anche perdite, livelli di esercizio e volume non effettivamente utilizzabile.
Un bacino sottodimensionato può interrompere l’irrigazione; uno sovradimensionato può immobilizzare inutilmente capitale e terreno.
L’indagine geotecnica è il punto di partenza
La soluzione costruttiva parte dalla conoscenza del terreno. L’indagine geotecnica fornisce dati sulla natura e sulla successione degli strati, sulla falda e sulle caratteristiche dei materiali utilizzabili nei rilevati.
Queste informazioni orientano la scelta del sito e le soluzioni per scarpate, argini e compattazione. Un terreno apparentemente adatto in superficie può nascondere strati deboli o condizioni che modificano l’esecuzione e il budget.
Dallo scavo a un bacino impermeabile
L’esecuzione può comprendere scavi, trasporto e riutilizzo dei terreni idonei, realizzazione di argini con riempimenti compattati per strati, sagomatura delle scarpate e preparazione del supporto per l’impermeabilizzazione.
Anche un terreno argilloso a bassa permeabilità non garantisce da solo la tenuta del bacino. Fessure, disomogeneità e modalità esecutive possono favorire le perdite. La geomembrana HDPE è una soluzione di impermeabilizzazione da dimensionare e dettagliare in funzione del progetto.
La qualità del lavoro dipende dall’intero sistema: supporto correttamente preparato, protezione della membrana, ancoraggi, attraversamenti delle tubazioni, saldature e verifica dei giunti. La membrana non sostituisce la stabilità del terreno e degli argini.


Impermeabilizzazione con ReserTec
Dal 2026 offriamo anche lavori di impermeabilizzazione con squadre proprie del gruppo, attraverso ReserTec, il nostro marchio specializzato in impermeabilizzazioni HDPE. Utilizziamo membrane Naue prodotte in Germania e attrezzature di saldatura del marchio svizzero BAK per realizzare i giunti.
Possiamo così coordinare movimenti terra, preparazione del supporto e impermeabilizzazione fin dalla fase di organizzazione dei lavori.
